L'Uomo Arancia

Letteratura d'assalto. In crisi. Dal 1989
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PRIMA DELLA NOTTE

Tutto s’acqueta.
Gli ultimi passeri cinguettano l’arrivederci,
i primi grilli si odono in lontananza.
Sento l’eco di un cane che abbaia in fondo alla via.
Poi, silenzio.
Il fresco dell’aria s’adagia sulla pelle.
Respirano serene le narici accaldate.
S’accende la debole fiamma del cerino
E lo stoppino della candela
Arde sul tavolo d’un delicato scoppiettio.
Un pipistrello svolazza in rapidi cerchi convulsi
Mentre i primi lampioni illuminano la strada.
La terra, ancora tiepida, accoglie l’umido calante dal cielo.
Le montagne all’orizzonte, coperte di soffici cespugli,
nascondono una vita pronta a destarsi.
Scivola, l’imbrunire, signorilmente discreto.
Svanisce, e lascia il posto
Alla Dama dall’abito di seta
Dai pendenti di perla.
Regina temuta di adorabile bellezza.
Profumata, Lei scende fra i sogni segreti
Senza mai toccarli

Né mai posarsi al suolo Aleggia

LEI NON LO AMA

 Cento serpenti da destra e sinistra
lo attaccano, lo minacciano, lo vogliono fatto. 
Letale rapidità. 
Per quanto combatta, 
coraggioso e fiero, 
non finiscono mai. 
Ne supera cento, 
ne trova duecento. 
Senza un aiuto. 
Non una parola, non un conforto, ma solo 
aspettative esterne. 
Spaventato, affannato, sudato. 
Freddo pallore in un fremito unto. 
Lasciato a se stesso perde ogni speranza. 
Esasperata pazzia 
Tortura dell’anima 
Crocifissione 
Abbandono dei cardini su cui poggiava la sua forza, 
prelevati senza ragione. 
Perso nel vuoto, con lo sguardo spento, 
vede la sconfitta come unica fuga. 
Inerzia 
Procede in incognito senso, 
nessuna destinazione 
nessun sostegno 
nessuna certezza. 
Infangato in una pozza di sangue, 
avventuriero percosso da cinghiate di buio. 
Sa che è solo la prima di tante battaglie in attesa. 
Già vede le sue ferite molto, 
troppo profonde, 
nonostante la giovane età. 
Non immagina sofferenza più grande. 
Quasi esanime, 
ridotto in brandelli, 
costretto dalla vita ad avanzare in un percorso di morte sicura,
non sa se giungerà mai al prossimo nemico. 
La lotta è il suo istinto. 
Debole sa che la guerra non è necessaria. 
Arreso comprende l’inutilità di ogni battaglia. 
Di fronte al mondo 
Allora 
si ferma e chiude gli occhi.

L'ANARCHIA DELL'ESSERE

Alla luce
non esiste più niente di sbagliato.
Niente.
Neanche di sbagliato.
Niente che non vada bene,
niente di tanto negativo da poter essere giudicato.
Non si annullano, qui, i gusti di niente e di nessuno;
non si annulla alcun pensiero negativo.
Non si annullano gusti né pensieri.
Se ne annulla il senso.

Bene e male sono speculari in una moneta:
la vita.
Entità ingenerate, al di là del nostro giudizio.
Giuste. Necessarie.
Corrette in quanto spontanee,
accettabili in quanto naturali.

Ogni accaduto è reale, quindi giusto.
È la vita che ha reso necessario gli stupri e le violenze,
gli abusi e gli sfruttamenti,
le volgarità,
le ossessioni,
gli incesti,
lo squallore, lo schifo,
la sporcizia, la malattia,
la sofferenza, l’errore,
il pianto, il pentimento, la fame,
la povertà, la schiavitù, la tortura,
la guerra, la distruzione,
l’inquinamento, il dolore,
lo spreco, la superficialità,
l’ignoranza,
la cattiveria, il bigottismo, la chiusura mentalem
il razzismo, l’omofobia, la religione,
la codardia e la spavalderia,
l’avidità, l’avarizia, e tutti i sette peccati capitali,
la morte.

Niente di reale può essere generato:
non siamo fautori, ma solo spettatori.
Tutti gli esseri, viventi e non viventi,
di ogni epoca, luogo e genere
non sono fautori, ma solo spettatori.

Da sempre, a ritroso fin dalla notte dei tempi,
fin dall’istante che nessuno può conoscere,
talmente antico da essere inconcepibile,
più ignoto del futuro,
fin dal futuro stesso,
viviamo in un tunnel.
Tutto scorre fra argini infiniti:
restiamo fermi, seduti su una sponda,
illusi di poter fare qualcosa della nostra vita
che non sia ammirarla
rendendone inutile testimonianza.

La morte è l’unica destinazione raggiungibile.
Accomuna qualsiasi cosa,
sempre l’ha fatto e sempre lo farà,
qualsiasi tipo di vita si viva,
qualsiasi senso di giustizia animi la propria esistenza,
qualsiasi sia la propria virtù.

Alla luce
Si accomunano il sano allo storpio,
l’omo all’etero,
il ladro al derubato,
l’onesto al disonesto, il politico al cittadino,
lo studente all’insegnante, il malato al dottore,
il depresso allo psichiatra, lo stuprato allo stupratore,
l’assassino alla sua vittima
il ricco al povero, la preda al cacciatore,
il prete al satanista, il credente all’ateo,
il rispettoso all’irrispettoso, il capo al dipendente,
l’acquirente al venditore, il lavoratore al disoccupato,
lo scrittore al lettore, l’ospite all’albergatore,
l’avaro al generoso, il superbo al modesto,
il sogno alla realtà,
il cielo alla terra,
il mare ai laghi, le montagne alle pianure,
il sole alla luna,
le calotte polari ai torridi deserti,
l’acqua al vino, la carne al pesce,
il piatto al bicchiere, il tavolo alla sedia,
il legno all’acciaio, il chiaro allo scuro,
l’alto al basso, il lontano al vicino,
Vero e Falso
Vita e Morte
Dio e Satana
Tutto, s’accomuna.
Tutto.
Niente,
e nessuno escluso.

Tutto esiste in funzione del suo opposto.
Si uccidono gli opposti per dar morte alla vita.
Tutto è necessario, niente è denigrabile.
Tutto il necessario è giusto,
accettabile, onesto, reale.
Tutto e il contrario di tutto
Esiste solo

In massima giustizia.