L'Uomo Arancia

Letteratura d'assalto. In crisi. Dal 1989
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PRIMA DELLA NOTTE

Tutto s’acqueta.
Gli ultimi passeri cinguettano l’arrivederci,
i primi grilli si odono in lontananza.
Sento l’eco di un cane che abbaia in fondo alla via.
Poi, silenzio.
Il fresco dell’aria s’adagia sulla pelle.
Respirano serene le narici accaldate.
S’accende la debole fiamma del cerino
E lo stoppino della candela
Arde sul tavolo d’un delicato scoppiettio.
Un pipistrello svolazza in rapidi cerchi convulsi
Mentre i primi lampioni illuminano la strada.
La terra, ancora tiepida, accoglie l’umido calante dal cielo.
Le montagne all’orizzonte, coperte di soffici cespugli,
nascondono una vita pronta a destarsi.
Scivola, l’imbrunire, signorilmente discreto.
Svanisce, e lascia il posto
Alla Dama dall’abito di seta
Dai pendenti di perla.
Regina temuta di adorabile bellezza.
Profumata, Lei scende fra i sogni segreti
Senza mai toccarli

Né mai posarsi al suolo Aleggia

RAGAZZA

 Giovane e bionda
porta i capelli sciolti, solo leggermente mossi.
Il vento le soffia, nuovo e pulito,
sul viso grazioso.
Serena, socchiude timidamente le palpebre
Assorbendo quell’aria di primavera con gli occhi castani.
Tremano le ciglia sospese,
danza la chioma brillante.
Il nasino, a punta, inala la luce del mondo
Di cui lei si riempie dal cuore ai polmoni,
rinfrescando il suo spirito ancora vergine affacciato sul baratro.
Altissimo ed imponente precipizio.

Ha la pelle bianca, candida e soffice
Delicatamente spruzzata di dolci lentiggini
Sparse sulle morbide gote, sul pudico petto.
È calda, grazie ai raggi del sole
che come dardi vellutati l’accarezzano e l’avvolgono
assorta e coinvolta
nella vista di un mare infinito
che si estende di fronte a lei.
Semplicemente desidera immergersi
- ingenua curiosità -
con passi modesti e rispettosi

nelle profondità del tempestoso ignoto esistenziale.