L'Uomo Arancia

Letteratura d'assalto. In crisi. Dal 1989
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RAGAZZA

 Giovane e bionda
porta i capelli sciolti, solo leggermente mossi.
Il vento le soffia, nuovo e pulito,
sul viso grazioso.
Serena, socchiude timidamente le palpebre
Assorbendo quell’aria di primavera con gli occhi castani.
Tremano le ciglia sospese,
danza la chioma brillante.
Il nasino, a punta, inala la luce del mondo
Di cui lei si riempie dal cuore ai polmoni,
rinfrescando il suo spirito ancora vergine affacciato sul baratro.
Altissimo ed imponente precipizio.

Ha la pelle bianca, candida e soffice
Delicatamente spruzzata di dolci lentiggini
Sparse sulle morbide gote, sul pudico petto.
È calda, grazie ai raggi del sole
che come dardi vellutati l’accarezzano e l’avvolgono
assorta e coinvolta
nella vista di un mare infinito
che si estende di fronte a lei.
Semplicemente desidera immergersi
- ingenua curiosità -
con passi modesti e rispettosi

nelle profondità del tempestoso ignoto esistenziale.

FRUSTRATA

 Finta buona madre
tu vizi un bambino sedicenne
uomo più di quanto tu sia donna
Sei l'immagine della sua opportunità
e ladro diventa
impietoso e disonesto
ché di responsabilità non gliene hai mai lasciato

Protagonista della sua vita
combatti in prima linea per diritti che non gli spettano
giochi a far la mamma cercando soddisfazione personale
ché tuo marito
in giacca e cravatta
manca da giorni
e la carriera

la ama più di quanto ami te.

NONNO

 In piedi, di fronte allo specchio,
stringe con eleganza il nodo della sua nuova cravatta
e si guarda negli occhi lucidi, ampi, ancora vivi.
La tremula mano è rugosa, robusta,
stanca sotto al collo rinsecchito.
Raccoglie dalla sua memoria gli antichi ricordi a lui più cari.
Emozionato
Serra strette le sue labbra scure e sottili, nasconde le nude gengive,
mantiene saldo l’aspetto.

Una voce chiama il suo nome e lo riporta alla realtà.
Lento, si china sulla moglie.
La guarda rassegnato.
Dolcemente le porta una ciocca di radi capelli dietro l’orecchio.
Sta in ginocchio di fronte ad una muta, inconsapevole indifferenza.
Poi, paziente, raccoglie le forze e si rialza:
afferra i manici della sedia a rotelle,
conduce l’amata fino all’uscio di casa.
Fiero, dignitoso, fermo accoglie ora la visita a lui riservata,
pronto a consegnare un futuro che più non gli appartiene
nelle mani del giovane nipote

che felice vuol presentargli la sua sposa novella.

DISCORSO DI UNA CARTOMANTE RINNEGATA

Come puoi voler conoscere il tuo futuro?
Pazzo!
L’ignoto è l’unico sale che possiedi in vita!
La sorpresa, la meraviglia, lo stupore, lo sbigottimento…
l’inatteso!
È ciò che tocca le tue più segrete corde,
la tenebra della conoscenza,
l’unica strada da percorrere.
Vuoi accendere i riflettori sulla via,
vuoi schernire ogni ombra rimasta,
innalzare e avvicinare gli argini del tuo percorso…
La morte, vuoi illuminare!
Vuoi scendere dal filo del funambolo e continuare per strada,
ma non sai che sono proprio i funamboli, i soli degni di ammirazione?
Ammirazione dello specchio,
amore e gioia di ricevere la propria unicità…
Tu vieni qui, da me… mi chiedi la Torcia,
vuoi vedere il passaggio prima di percorrerlo,
vuoi uccidere la curiosità,
annientare l’ignoto,
sconfiggere l’oscurità,
soffocare l’interessante…
Vuoi immergerti negli acclamati colori dell’inutile banalità.

Illuso, e pazzo insieme.