L'Uomo Arancia

Letteratura d'assalto. In crisi. Dal 1989
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VORREI FARE L'AGRICOLTORE

Vorrei fare l’agricoltore
Lavorare duro e racimolare soldi
per poi
comprare un pezzo di terra spoglia

Da febbraio ad agosto lavorare nel fango
mettere in piedi un piccolo capanno
fatto di canne e di travi
di legno
con una vecchia porta scricchiolante e sghemba
che si chiuda con un semplice passante
arrugginito

Zappare la terra e bagnarla del mio sudore
spaccarmi le mani e incallirle per la fatica
E seminare nel mese di aprile
dopo aver fatto delle buone provviste di acqua piovana

Essere presente
cosciente della crescita delle mie pianticelle
raccoglierne i frutti e godere del loro succo
dolce e meraviglioso

Vorrei fare l’agricoltore
e allevare qualche gallina, qualche coniglio
procurarmi un maialetto, un agnello
di tanto in tanto
cuocere il pane nel mio forno a legna
fare la pasta, mangiarla in campagna
con le mosche e le vespe che mi ronzano attorno

Vorrei fare l’agricoltore
per fuggire da tutti quelli che si dannano la vita
dando troppa importanza alle loro scartoffie.


DI LÀ DEL MURO

Tutto il melodramma che mi circonda
Tutta questa gente che mi fa vomitare
Io vi temo
Schifiltosi e viziati signorini capaci solo di lagnarsi
Il mondo non gira nel verso a voi congeniale
Scoprite di dover camminare per poter sopravvivere
Lo scoprite tardi, vi siete fottuti, e adesso la colpa è nostra
Incolpate il mondo e i loro fratelli,
gli amici e l’istruzione,
incolpate i bastardi e i genitori, gli apolidi e gli avvoltoi
Meschini vi scoprite sofferenti e monchi
Sperate senza convinzione che l’aria si tinga per voi
Giudicate spietati l’ingiustizia universale
Vomitate merda fumante e cagate piscio verdastro
Calpestate i vermi che vi sbucano dalle unghie dei piedi
Gente morta e inoffensiva
Cani rognosi delusi e lamentosi.

Sporcati i capelli, puttana d’alto bordo!
Fatti scopare dal cazzo fangoso della vita di oggi
Allatta i figli delle scrofe più grasse
Dona i tuoi seni alla lingua più marcia
Respira i vapori della merda caprina
ché quello è il tuo cibo, principessa,
quello il tuo bere, quello il tuo amore!
Benvenuta, bagascia del mondo
Ti accogliamo nel culo del cielo, fra le cosce della gente reale
che vive in silenzio
cosciente di farlo.