L'Uomo Arancia

Letteratura d'assalto. In crisi. Dal 1989
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SCETTICA PER INVIDIA

Bella
forte personalità
Il tuo passato è nero di cicatrici non più recenti
Cenere
dentro e fuori
ancora calda
Occhi e orecchie che gettano sale d'invidia
sulla carne lacerata
Non accetti
il sorriso di chi ami
Non ascolti
promesse felici di sogni vicini
Protettiva, ti annunci
ma non godi di alcun sorriso
Precauzioni, le chiami
ma i nervi del volto smascherano la tua miseria

Fine giornata
di notte nel tuo letto
speri la morte di tutta la gioia
Idee surreali
ti mostrano un mondo coperto di ombre
Passato che occlude rubandoti il cielo

senza più luce non vedi alcun sole.

LA DISUMANA MORTE NELL'AVIDO PRESENTE

Nuvole di polvere s’alzano dalle macerie delle case in pietra
Due lacrime rigano il volto di una donna col bimbo al collo
Aspro silenzio sotto un cielo asciutto
Un sole grigio adombra la morte rimasta per terra
Un cane monco si trascina dall’altra parte della strada
Nell’aria solo il soffio di un vento di desolazione
Un urlo, un lamento riecheggia affilato al di là di un muro ancora in piedi.
Vicino ad un tombino, una chiazza di sangue impregna la terra inaridita
Il deserto soffoca le trachee, occlude i polmoni
Aleggia per le vie il fantasma del pianto
L’ombra del nulla si guarda attorno spaesata
Vuoto, principe figlio del Dolore,
questo è il tuo regno, è fatta la tua volontà.